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L’AUTUNNO CALDO Di Marco Cecconi
La voglia di cambiare non è proprio nelle corde di chi difende le proprie posizioni di rendita. E mentre la lotta che qualcun altro intende fare ai cosiddetti fannulloni ha preso le prime mosse, continua la resistenza di coloro che ritengono inviolabili alcuni santuari. Che cosa sarebbe successo, o meglio, che cosa succederà a fine anno quando i vari amministratori, o direttori generali constateranno i numeri di un anno che, nel settore delle due ruote potremmo definire orribilis??? La risposta è una sola, procederanno in funzione della sopravvivenza dell’azienda stessa a qualche ristrutturazione o taglio che dir si voglia, e non tanto per il gusto di farlo, quanto per garantire l’equilibrio più complessivo dell’intera azienda. Ma si sa, in Italia, paese dei comuni di medioevale memoria e delle corporazioni di più recente costituzione, le posizioni di rendita, diventano “luoghi” inaccessibili. Eccoci allora all’autunno, che qualcuno vorrebbe caldo, anche se non si capisce che c‘entra il caldo con il freddo delle idee. Siamo infatti per l’ennesima volta di fronte alla solita ed unica capacità di dire no, e mai di dire quali potrebbero essere le proposte alternative. Ma questa volta sembra che siano molti di più quelli che vogliono cambiare, e allora, a dispetto delle resistenze, dei no e dei potentati sembra la volta buona. Insomma un pò come l’Italia che va in moto e che vince anche quando sembra che il pronostico sia contrario.
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